Musica da camera: come nasce il genere

La musica da camera è un genere molto antico, che nasce secoli fa ma che ancora oggi può essere apprezzata e goduta dagli appassionati grazie ai numerosi concerti che si tengono in Italia. Il nostro paese infatti è uno di quelli in cui la tradizione della musica da camera è più forte e radicata.

Ma a cosa è dovuto questo nome? Quando nasce e come si sviluppa la musica da camera? In questo articolo ne ripercorriamo la storia per comprendere come un genere tanto antico possa essere ancora oggi così apprezzata.

cos’è la musica da camera

La musica da camera nasce molti secoli fa. L’uomo ha sempre sentito l’esigenza di fare musica ed esprimersi attraverso i suoni. Se inizialmente l’accompagnamento della voce era solo il battito di mani, secoli dopo secoli sono nati i diversi strumenti musicali, da quelli più primitivi e rudimentali alle chitarre elettriche che oggi ci sono tanto familiari.

Il genere propriamente conosciuto come Musica da Camera, è un filone della musica classica che si riferisce genericamente ad un tipo di musica che viene eseguita da un numero limitato di musicisti, tali da entrare per l’appunto in una camera. Gli esecutori possono suonare strumenti musicali, cantare o entrambe le cose. Di solito i complessi di musica da camera non superano i nove elementi e prendono il loro nome a seconda del numero dei componenti (duo, trio, quartetto ecc.). Dai sei elementi in su, si può parlare di orchestra da camera.

come e quando nasce la musica da camera

Come dicevamo, la musica da camera ha origini antiche.

Già gli antichi Egizi accompagnavano alcune cerimonie sacre con il canto, la danza e il suono di alcuni strumenti: visto che si trattava di esecuzioni che avvenivano in ambienti ristretti e venivano eseguite da un numero limitato di esecutori, si può già parlare di un primo approccio a quella che poi diventerà la musica da camera come la intendiamo oggi. Anche i Romani hanno dato il loro contributo: il pantomimo era una rappresentazione orchestrale che metteva in scena storie e racconti di stampo mitologico o storico; la rappresentazione era accompagnata da danzatori, da un coro e da musicisti, e anche in questo caso si trattava di pochi elementi.

Con il Medioevo, la musica da camera ha assunto una forma più definita: è in quest’epoca che nasce il poeta-musicista, di solito appartenente ad una classe sociale elevata. Egli si dedicava alla composizione di liriche romantiche e amorose, che venivano poi messe in scena con un accompagnamento musicale dato dagli strumenti dell’epoca. Questo può essere considerato l’antenato del duo: il trovatore accompagnato da un giullare o un menestrello che suonava.

Arriviamo dunque al Quattrocento, con la scuola dei compositori franco-fiamminghi: furono loro a portare il canto in accompagnamento a strumenti musicali, sempre con due o tre elementi al massimo. Un altro esempio dunque di primitiva musica da camera. Dobbiamo attendere il Seicento tuttavia per vedersi sviluppare una nuova forma musicale che poi ci accompagnerà nei secoli a venire: la sonata. Poteva essere eseguita in chiesa o, appunto, in camera, e generalmente veniva eseguita da due o da tre elementi: gli strumenti musicali privilegiati erano violini, clavicembalo e organo. Proprio alla fine del Seicento si ha finalmente la distinzione netta tra musica da camera e musica orchestrale: nella prima, ogni parte era suonata da uno strumento; nella seconda, più strumenti suonavano insieme in ogni parte.

Durante il Settecento la musica da camera acquista quindi la propria connotazione e nell’Ottocento, grazie a grandi compositori come Beethoven e Schubert, diedero nuova linfa a questo genere.

Musica da camera oggi

Ancora oggi la musica da camera è un genere musicale molto seguito e apprezzato. Dal Novecento in poi, ci sono stati tantissimi compositori che si sono dedicati a questo genere, con influenze della scuola viennese o del classicismo. I compositori moderni di musica da camera prediligono violino, pianoforte e archi, ma non è raro trovare anche rappresentazioni più originali e variegate.

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